20 Dicembre 2007
“Una giornata nell’antica Roma”
 

Intervista a Luca Tarlazzi, illustratore
*** L'intervista è stata raccolta da Trigallia.com martedì 18 dicembre 2007 ***


Il nuovo libro di Alberto Angela, illustrato da Luca Tarlazzi“Una giornata nell’antica Roma” sta vendendo moltissimo…

È una sorpresa, visto che si tratta di un libro storico! Pensa che il libro di Alberto Angela ha scavalcato tutti i grandi best seller, ha battuto persino Manfredi. Ora è al secondo posto nelle classifiche. Ne sono state già vendute 130mila copie ed è fuori da nemmeno un mese. La stessa Mondadori ha detto che è la prima volta che un libro decolla così velocemente e in così poco tempo. Forse, se ci fossero state le copie nelle librerie, in classifica sarebbe il primo.


Come è partita la collaborazione con Alberto Angela?
La storia di questa collaborazione non è partita da Alberto Angela ma dalla Mondadori, che mi ha commissionato la copertina. Da sette, otto anni a questa parte faccio copertine per questa casa editrice e i libri su cui lavoro, romanzi fantasy o storici, di solito non hanno interni illustrati. Però, a metà dei lavori sulla copertina, dalla Mondadori è saltata fuori un’altra proposta: questo libro avrà una serie di illustrazioni interne, sei disposto a farle tu?
Io ho dato la mia disponibilità e da lì, ci siamo sentiti con Alberto Angela e abbiamo cominciato a collaborare.


Come avete lavorato per le illustrazioni?
Lui mi mandava il materiale, foto, testi, parti scritte del suo libro, per permettermi di capire. Fatta l’illustrazione, gliela inviavo via e-mail, guardavo le sue correzioni, le cose che non andavano, quelle da togliere, quelle da aggiungere o modificare. Poi, a correzione fatta, un’altra controllata. È andata avanti così per tutte le diciannove o venti (non ricordo quante sono) illustrazioni, fino ad arrivare al risultato che andava bene a lui e anche a me. Questa collaborazione a “incastro” ha funzionato bene. Alla fine, lui è rimasto molto contento e io pure. Anzi, personalmente sono contentissimo perché questo è un libro che vola in alto in classifica.


In passato hai lavorato molto con le ricostruzioni storiche in 3D, dalla tua collaborazione con le riviste Celtica, Templari, Costume, eccetera fino ai lavori per Trigallia e ai pannelli per la mostra archeologica a Trigallia 2005, che ora sono esposti al Museo di Monterenzio. Tutto questo lavoro ti è tornato utile?
La collaborazione con Angela è l’evoluzione di tutto il lavoro svolto in precedenza con le ricostruzioni. Tutto quello che ho fatto negli anni passati, soprattutto l’elaborazione “storica” di reperti archeologici, mi è servita molto. Angela probabilmente non si aspettava di trovare, dall’altra parte, un disegnatore abituato a lavorare su questi temi; non dico “preparato”, mi sembra eccessivo, ma certo sensibile a un certo tipo di illustrazione, fatta in un certo modo, dove il criterio numero uno è stare attento e guardare. Perché questo lavoro non è fare la bella illustrazione e basta, ma guardare l’anello, la capigliatura, il sandalino, tutto insomma, fino alla pietra che metti nel muro.


Come funziona lo studio sui dettagli, fra l’Angela autore e il Tarlazzi illustratore?
Il lavoro sui dettagli è stato minuzioso, abbiamo guardato veramente al pelo. Angela per esempio mi diceva: adesso guardiamo questo oggetto, sulla destra, il tavolino. La gamba è troppo massiccia, bisognerebbe assottigliarla un po’. Oppure, quali scritte potevano esserci dentro una latrina romana? Non è un’informazione che qualcuno può conoscere. Ci sono testimonianze scritte, ma non vere e proprie “foto” del muro di una latrina. Perciò, si osservano le scritte su altri muri e si pensa che, magari, anche nelle latrine poteva esserci qualcosa di simile. Così ha fatto Angela. Anche lui è abituato a guardare e pensando alle scritte possibili, ha studiato anche quelle che hanno ritrovato a Pompei, la città romana che è arrivata fino a noi più integra e sana.
Come (immagino) gran parte di quelli che trattano di storia, Angela è puntiglioso, preciso e poi, questo è il primo libro veramente suo, dall’inizio alla fine. Finora ne aveva scritti vari altri, insieme al padre, ma questo “Una giornata nell’antica Roma” è il primo lavoro che firma da solo e penso ci tenesse in particolar modo a un risultato impeccabile. Quindi c’è dietro molta ricerca, molta preparazione da parte sua, molto studio da parte di entrambi e tutto quello che abbiamo riportato è giusto. Lui ne è convinto e io sono contento. Nessuno potrà dire, no, quello che avete fatto lì è sbagliato o “non filologicamente corretto”. Quello che è rimasto un po’ in dubbio è perché è in dubbio per tutti.
Adesso, immagino che Alberto sentirà un po’ più “sue” le illustrazioni e io, sono più tranquillo delle immagini che ho fornito, perché erano indirizzate da uno che di storia ne sa, una persona preparata e con una soglia di attenzione molto alta.


L’illustrazione realistica richiede molto lavoro e bisogna sempre dare il massimo. Come reagisci quando presenti un’illustrazione fatta a regola d’arte e poi, ci devi rimettere le mani sopra?
Un altro fattore di questa collaborazione è stato lo scambio, lo stimolo di raggiungere un risultato più che realistico, credibile. Lui mi passava le correzioni, inizialmente con un certo riserbo, poi alla fine si è abituato e ha capito che per me non era un problema correggere i disegni. Capisco benissimo che la storia è la storia e che deve essere così. Non è possibile interpretare, o dire “no, qui ci sta meglio questa spada, è più bella”. Se quell’altra è la sua spada, ti piaccia o no ci devi mettere quella.
Forse il nostro incontro è stato casuale, chissà, però ha funzionato. Evidentemente Mondadori ha offerto ad Angela il personaggio giusto per fare questo lavoro e da parte sua, Alberto è stato pronto a darmi le giuste indicazioni, e tutto il materiale di cui avevo bisogno. Se avevo un dubbio lo chiamavo, lui mi mandava un’immagine, uno scritto, ne parlavamo al telefono. Per questo libro abbiamo fatto delle chiacchierate di ore, alla notte.


Com’è il libro?
Piacevole. Non è un romanzo, non è una cronaca ma, come dice il titolo, è “una giornata nell’antica Roma”, una passeggiata per le vie di Roma dove si descrive quello che possiamo vedere, cogliendo il momento. Se vediamo una rissa fra delle persone, nel libro ci si avvicina e si guarda che cos’è successo, magari c’erano due mercanti che stavano comprando del bestiame e si descrive come prosegue il fatto. Non è una ricostruzione, ma proprio un viaggio nel passato. Senza interferire e senza cambiare la storia, ma stando solo a guardare. Questa è la sensazione che il libro dà e immagino sia esattamente questo ciò che Alberto voleva dare.
Poi, il bello di questo libro è che non ha epoca, non è che quest’anno funziona e il prossimo non va più bene. Quest’anno e l’anno prossimo la storia di Roma rimane la stessa e questa è veramente un ‘opera che rimarrà sugli scaffali delle librerie per anni, quindi acquista ancora più valore il libro e di conseguenza anche il mio lavoro, che rimarrà per altrettanto tempo.


Come ti spieghi questo successo, così immediato?
Non lo so, l’ho chiesto anche ad Alberto, perché per me è la prima volta che in vetta alle classifiche di vendita c’è un libro storico, e non un romanzo, o il tipico best seller. Probabilmente molto d’aiuto, e questo lo ha ammesso Alberto Angela stesso, è il fatto che c’è proprio lui. È già conosciuto, da quindici anni fa televisione, è un personaggio di cui ormai si sa che cosa fa, si conosce la sua professionalità, gli argomenti che tratta e in che modo li tratta. Su un suo libro ti aspetti quello che vedi in televisione e infatti, è così. Penso sia questa la cosa che ha funzionato. Non penso ci sia stato, nei gusti del pubblico, un cambio così repentino da far pensare… ecco, adesso gli Italiani guardano finalmente alla storia. Però, qualunque sia il motivo, ben venga. Il fatto che un libro storico, che insegna veramente qualcosa, arrivi in vetta alle classifiche in Italia, è sorprendente.


Quando Alberto Angela è entrato nel tuo sito internet e ha visto tutti quei Celti, che cosa ha detto?
È la prima cosa di cui abbiamo parlato. Quando ci siamo contattati tramite Mondadori per questo libro sui Romani, naturalmente Mondadori gli ha fatto visitare il mio sito, per fargli capire a che illustratore stava mettendo in mano il suo libro. Naturalmente nel mio sito la produzione delle illustrazioni è per un 90% celtica o nordica e per il resto è storia “extra”, romana o quant’altro. È rimasto sorpreso anche Alberto, e mi ha detto: be’, un Celta come te disegna i Romani? Ma la storia è storia e quindi, a me va bene disegnare anche questo. E ho ribadito la mia origine celtica, che rimane quella, indipendentemente da quello che disegno. Se fossi nato a Roma sarei un Romano, ma sono nato qua in Romagna e sono un Celta per forza!
Però non c’è mai stato attrito fra noi, né battutine o altre cose di questo tipo. È stata una bella esperienza, molto soddisfacente per entrambi e io sono contentissimo del risultato..


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