10 settembre 2004
«Follia Rotolante Tour a Livigno (SO)»
Rai 2 - dalle ore 22.30

LOU DALFINVenerdì 10 settembre serata conclusiva con la messa in onda della tappa del Follia Rotolante Tour 2004 a Livigno (Sondrio), registrata l’8 luglio.
Il road show è dedicato ai nostri gruppi “new folk”, che uniscono musica tradizionale, dialetto e ritmi rock. Protagonisti fissi il lombardo DAVIDE VAN DE SFROOS, vincitore di due premi Tenco, il calabrese bolognese d’adozione PEPPE VOLTARELLI, frontman de IL PARTO DELLE NUVOLE PESANTI e gli occitani LOU DALFIN (nella foto sopra una “sezione” della band in concerto), il gruppo di Sergio Berardo che di recente è stato definito «il Jimi Hendrix della ghironda».

Oltre ai big, questa volta sono di scena i talentuosi siciliani Ibeatipaoli, con all’attivo numerosi riconoscimenti e la presenza in moltissime compilation di musica etnorock nazionale, e i lombardi I Luf - per metà brianzoli e per metà bresciani - che cantano in dialetto camuno e fanno del combat rock e dei cori alpini gli strumenti per esprimere la loro poetica.
Le serate sono presentate da Elenoire Casalegno e trasmesse da RAI 2 in seconda serata.

Per ogni serata in programma su Trigallia.com trovi la scheda di presentazione dei big. Abbiamo già presentato Davide Van De Sfroos e Il Parto delle Nuvole Pesanti, questa è la volta di...

LOU DALFIN
Fondato da Sergio Berardo, il gruppo dei LOU DALFIN nasce nel 1982 con l’obbiettivo di rivisitare la musica tradizionale occitana. Una line-up acustica (ghironda, fisarmoniche, violino, plettri, clarinetto, flauti) e un repertorio di brani storici e popolari, sia strumentali che vocali, caratterizzano il percorso artistico della formazione originaria. Con quest’approccio vengono registrati due LP: "En franso i ero de grando guero" nel 1982 (ormai esaurito e recentemente riedito in cassetta) e "L’aze d’alegre" nel 1984. Nel 1985 il gruppo si scioglie per lasciare spazio ad altri progetti musicali: L’Arp, La Ciapa Rusa e Lou Nouvè de l’Argentiera tra i più noti.
Lou Dalfin ‘resuscita’ nell’autunno del 1990: Sergio riunisce attorno a sé vari musicisti delle più diverse estrazioni musicali - folk, jazz e rock.

L’inizio di questa seconda esperienza ha rappresentato il naturale momento di transizione del gruppo dalla formula acustica a quella attuale. Accanto agli strumenti più tipici della tradizione - vioulo, pivo, armoni a semitoun, pinfre, arebebo, viouloun, ecc. – sono introdotti basso, batteria, chitarra e tastiere.
È il nuovo suono dei Lou Dalfin. Un’ideale e un fine esplicito ne indicano la direzione: rendere la tradizione occitana fruibile dal maggior numero di persone possibili. La sfida viene lanciata: dalle etichette folk a quelle rock e pop, dalla musica di nicchia a quella popolare. Perché le radici culturali di pochi divengano patrimonio di tutti. Non si rinnega la propria storia – anzi - ma la si rende molteplice. Perciò, ai concerti nelle Vallate Occitane del Piemonte, in cui il gruppo anima centinaia e centinaia di feste da ballo e si sente in patria, si affiancano le performance dal vivo nel resto della penisola e all’estero, soprattutto nell’Occitania francese. Prima il “Mercat de musica viva di Vic” in Catalogna nel 1993, “Arezzo Wave” nel 1994, e al “Printemps De Bourges” di Cher in Francia nel 1995; poi nel luglio 2002 sono al noto e prestigioso festival di “Saint Chartier”, tempio della musica tradizionale europea, dove riscuotono un enorme successo di pubblico.

Sei i dischi incisi dal 1992. L’ultimo è “L’òste dal Diau” - appena uscito, prodotto dalla Tarantanius e distribuito da Venus – che Flavio Brighenti di Musica di Repubblica dello scorso 1° giugno recensisce con 4 stelle così: «L’inarrestabile Sergio Berardo rimette in pista i Lou Dalfin … E riparte con uno slancio addirittura fulminante, con l’irruenza e la fierezza di chi ha consapevolezza di un progetto. Nel suo caso il rinnovamento della tradizione musicale occitana. Che mai come in questo caso suona calda, tesa, attuale, volutamente imbastardita con il rock. La chitarra galoppante di Seguida de rigodons … le divagazioni blues di Temp de nuech e la stessa title-track che suona come un elegante esercizio pop, sono testimonianze del deciso passo avanti.»
(da “Tutto Libri” del 10 luglio, allegato del quotidiano “La Stampa” nazionale – è qui che Sergio Berardo viene definito il Jimmy Hendrix della Ghironda ~ NdR).

Con “L’òste dal Diau” i Lou Dalfin escono con un disco di cui vanno particolarmente fieri perché per la prima volta sentono di essere riusciti ad esprimere compiutamente lo spirito del gruppo. Composto da dodici tracce, il nuovo album è stato registrato nei primi due mesi del 2004 all’Orange Room Studio di Collegno (TO) sotto la produzione artistica di Josh Sanfelici, vecchia conoscenza della musica, già bassista di Mau Mau, Fratelli di Soledad e Roy Paci, e produttore tra gli altri dei Tribà, Banda Ionica e Caravan de Ville.
Passando dalle atmosfere vibranti e dall’irruenza tipica della formazione a sfumature più delicate e intimiste, ancora una volta i Lou Dalfin mettono in atto e proseguono la propria personale ricerca basata sulla riforma del ballo tradizionale occitano, fondendo colori, ritmi e timbri della danza tradizionale con la sensibilità contemporanea. Il risultato è un viaggio formidabile nelle differenti sonorità e atmosfere di cui il gruppo è capace.

Hanno partecipato alla produzione del nuovo disco come ospiti: Mario Poletti (mandolino); Massimo Giuntini (cornamusa irlandese), già membro dei Modena City Ramblers e oggi attivo con i Ductia e i Whisky Trail; Vincenzo Zitello (arpa), già collaboratore tra gli altri di Alice, Ivano Fossati, Teresa De Sio, Pooh; Gerardo Cardinale (flauto dolce); Fabrizio Simondi (cori); Stefano Degioanni (voce); Gibi Piumato (sax baritono); Roberto Fassio (sax tenore); Diego Dutto (tromba); Giulio Rosa (basso tuba); Albert Tichy (arrangiamenti della sezione fiati); Mariano Allocco (voce recitante).
Di particolare importanza la copertina: a realizzarla infatti è stato Luca Enoch, ideatore di “Sprayliz” e ora disegnatore per la Bonelli Editrice con Legs Weaver e la sua ultima creazione “Gea”.

I Lou Dalfin sono: Sergio Berardo (voce solista, ghironda, organetto, flauti), Christian Coccia (chitarre), Riccardo Serra (batteria, percussioni), Dino Tron (organetto, fisarmonica cromatica e cornamusa), Gianluca Dho (basso), Alessandro Montagna (tromba). Sito web ufficiale dei Lou Dalfin: www.loudalfin.it

INFO: www.raidue.rai.it

UTILITA': Viabilità: mappe.virgilio.it - Treni: trenitalia.com - Meteo: meteo.it


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