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TRIGALLIA 2005
Artigianato del paese delle Cinque Erbe
Una mostra allestita e curata dall’Ecomuseo della Civiltà Palustre
Viaggio
nella tradizione
Alla Pieve di S. Giorgio e alla Chiesa dei Cappuccini sono stati
esposti in mostra gli attrezzi antichi dell’Ecomuseo della Civiltà
Palustre di Villanova.
L’Ecomuseo ha fatto scoprire al grande pubblico le sue qualità proprio
durante festival del 2005: è stato un progetto dinamico a indirizzo didattico
per il
recupero della cultura legata alla propria identità territoriale, la
Bassa Romagna con le sue zone umide, e in particolare al paese di
Villanova di Bagnacavallo (RA).
Nel corso degli anni l’Ecomuseo ha raccolto e salvato le opere
artigianali di Villanova, uniche al mondo: stuoie, graticci,
legacci, funi, impagliatura delle sedie, esempi di trame
d’intreccio, pantofole, sporte, ciabatte, scope, cappelli e molti
altri oggetti che uscivano dalle mani capaci e svelte degli
artigiani del paese. Insieme agli esempi di questa arte
dell’intreccio, abbiamo visto gli strumenti antichi del lavoro quotidiano
documentati dall’Ecomuseo.
Artigianato da salvare:
capanni romagnoli e cultura
Sempre a cura dell’Ecomuseo, nell’area del festival è stata allestita
una mostra fotografica dei capanni romagnoli con il tetto in
paglia, dove è stato possibile osservare le particolarissime
differenze fra le costruzioni ferraresi e quelle della Bassa
Romagna.
Maria Rosa Bagnari, responsabile dell’Ecomuseo, spiega:
«Un’importante caratteristica ambientale locale, ormai
completamente estinta ma un tempo diffusissima, era l’abitazione
rurale in canna palustre. Si tratta dell’unica costruzione a
impatto ambientale “zero”, che si integra armoniosamente con il
territorio sia nelle zone umide che in quelle rurali e
periferiche, ed è da considerarsi una “casa della natura”, alla
pari delle tane degli animali e dei nidi degli uccelli. In
contrapposizione agli attuali criteri di edificazione degli
agglomerati urbani, invasivi e violenti nei confronti della
natura, il capanno ha il pregio di fondersi perfettamente
nell’ambiente. Queste splendide costruzioni, realizzate
interamente in canna palustre con tecniche ancestrali, che un
tempo arricchivano l’aia di ogni podere rurale, furono utilizzate
prima come abitazioni, in seguito come luoghi di lavoro, ricoveri
per animali o per attrezzi, conserve o cantine ineguagliabili, ed
erano diffusissime nel territorio della Bassa Romagna»
Tante iniziative per
valorizzare la tradizione romagnola
Tra le manifestazioni curate e promosse dall’Ecomuseo della
Civiltà Palustre ricordiamo: “La Soffitta in Piazza”, mercatino
dell’antiquariato, modernariato, artistico e naturale che si
svolge la prima domenica di marzo, aprile e maggio; la “Sagra
Civiltà delle Erbe Palustri” che si svolge nel secondo fine
settimana di settembre ed è un’iniziativa che recupera e divulga
le tradizioni autentiche della Romagna, con un’attenzione
particolare per le arti manuali, gli antichi mestieri e gli
spettacoli dedicati alla valorizzazione del dialetto romagnolo e
del canto popolare. Non va dimenticata la prestigiosa
collaborazione dell’Ecomuseo della Civiltà Palustre con
l’Università di Bologna per realizzare “la Nave di Magan”, una
colossale opera di archeologia sperimentale, per la costruzione
della quale sono stati necessari 15 km di fune intrecciata a mano
come solo questi Villanovesi sanno fare.
A Trigallia 2005 proprio gli antichi mestieri e la millenaria arte
degli artigiani di Villanova saro stati i protagonisti delle
dimostrazioni pubbliche di lavorazione delle erbe palustri e ogni
sera, nel villaggio di Trigallia abbiamo ammirato al lavoro gli
ultimi artigiani di Villanova, depositari di un mestiere ormai
destinato a scomparire per sempre.
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