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TRIGALLIA 2005
“Millenni di Storia” con le Erbe Palustri
Dimostrazioni
di un’arte destinata a scomparire
Tutte le sere, all’interno del villaggio di Trigallia, l’Ecomuseo
della Civiltà Palustre di Villanova è stato presenterato il lavoro dei
pochi artigiani di questo minuscolo paese della Bassa Romagna, un
tempo celebre per la sua produzione di manufatti realizzati in
erbe palustri.
La specialità delle trame e degli intrecci che arricchiscono la
produzione di cesti, le antichissime tessiture con foglie
realizzate sul telaio verticale, le torsioni e le filature
realizzate interamente a mano per la produzione di corde, funi e
altri oggetti per nove giorni sono state illustrate dal vero con
momenti di vita e di lavoro.
Gli artigiani che abbiamo visto a Trigallia 2005 sono gli unici ancora in
grado di tessere e intrecciare le erbe della valle e hanno dato
dimostrazioni aperte a tutti di un mestiere secolare, ormai
destinato a scomparire per sempre.
L’affascinate storia della
Civiltà Palustre
Il piccolo borgo di Villanova un tempo era famoso per l’attività
artigianale di lavorazione delle erbe di valle, le “cinque erbe”
palustri: canna, giunco, giunco pungente, stiancia e carice. Fino
alla metà del Novecento, il viaggiatore che attraversava il paese
avvertiva subito la singolarità dell’attività locale, svolta in
ogni cortile e sulla soglia delle case, ed era invitato ad
ammirare la qualità della produzione. Stuoie, graticci, legacci,
funi, impagliatura di sedie, scope, panciotti, sporte, ciabatte,
pantofole, cappelli uscivano dalle mani capaci e svelte delle
artigiane che intrecciavano abilmente le erbe palustri arricchendo
ogni manufatto con trame diverse dettate dalla creatività
individuale. Tale attività si è estinta negli anni ’70 con
l’avvento delle materie plastiche.
A
Trigallia 2005 abbiamo assistito al lavoro degli ultimi artigiani
Le cinque varietà di erbe utilizzate venivano raccolte
nell’ambiente circostante, affiancate da legnami nostrani come il
pioppo e il salice. L’opera di raccolta, eseguita da vecchi e
competenti vallaroli, timorati da un rispetto quasi sacrale nei
confronti dell’ambiente di valle, fonte del loro sostentamento,
era fondamentale per mantenere anche l’equilibrio dell’ambiente.
Gli artigiani di Villanova, alcuni dei quali molto anziani,
prestano opera volontaria per l’Ecomuseo
della Civiltà Palustre dal 1985 in numerose attività
dimostrative. Le attività dal vivo di questa particolarissima
attività artigianale sono inserite da anni come complemento
didattico per l’educazione ambientale e negli itinerari di
escursione sul Delta del Po. Saranno quindi un arricchimento
particolarissimo all’interno del nostro festival.
L’Ecomuseo di Villanova porterà a Trigallia anche una
mostra di artigianato.
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